LA STORIA

SEDICESIMA EDIZIONE ALLE PORTE

Rosso è il colore. Quello del polveroso campo in terra battuta che ha segnato le origini di questo circolo. Situato nel quartiere delle Grazie, in un terreno dell’azienda F.lli Guzzini, il campo, primo intervento sociale della famiglia, è stato il teatro di tante sfide tra i dipendenti e gli stessi titolari. Una racchetta di legno, i segni della terra rossa sui pantaloncini bianchi, le volee, i dritti, i rovesci e la ricerca delle palline gettate all’ortica, quando averne un paio era una vera conquista, segnarono le origini del tennis recanatese. A contribuire in modo determinante alla nascita del circolo furono senz’altro Giannunzio e Stefano Guzzini, allora presidente del Tennis Club “Helvia Recina”. 

Particolarmente incisivo fu l’apporto di Stefano Carlorosi, maestro e coordinatore del circolo, e figura di primo piano nel periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Novanta quando vennero conseguiti risultati eccezionali nonostante il circolo fosse ancora di piccole dimensioni. Centinaia di ragazzi, provenienti da tutta la provincia di Macerata e non solo riuscirono a conquistare 27 titoli regionali, fra campionati a squadre e individuali, con alcuni giovani che entrarono a far parte della rappresentativa regionale. Risultati memorabili con cui vennero gettate le basi per il futuro sviluppo del Circolo Tennis. 

1987, sono passati 32 anni da quando Francesco Guzzini ci ha lasciato prematuramente e da allora viene intrapresa una politica sportiva rivolta esclusivamente ai giovani del territorio. Il maestro Pierpaolo Cenci, allievo di Stefano Carlorosi, prosegue il suo grande impegno nella divulgazione del tennis attraverso la scuola Sat con la quale consegue numerosi risultati a livello regionale e nazionale sia in campo maschile che femminile. 

Il torneo estivo diventa il “Guzzini Challenger”, l’appuntamento internazionale inizialmente da 30 mila dollari di montepremi, che richiama nel veloce campo in cemento i più forti atleti del mondo. Nel tempo è rimasto immutato lo spirito che ha caratterizzato e continua ad animare il Circolo: il profondo amore per lo sport e il piacere di condividere momenti di serenità con gli amici. Nomi noti nell’albo d’oro della manifestazione richiamano tanto a tennisti azzurri di grande spessore come Daniele Bracciali, che trionfò nella prima edizione del torneo nel 2003, fino a Simone Bolelli e Thomas Fabbiano, ultimo vincitore tricolore nel 2013. Campione uscente il tedesco Brands.

 

Il campo centrale in cemento del circolo Guzzini.

Simone Bolelli vincitore a Recanati nel 2012

Daniel Brands, trionfatore al Guzzini nel 2018

Giannunzio Guzzini

A contribuire in modo determinante alla fondazione ed alla crescita del circolo è stato senz’altro Giannunzio Guzzini. Da sempre appassionato di tennis, dopo la tragica perdita del figlio Francesco, ha assunto la presidenza dedicandosi assiduamente al circolo fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2006. La sua grande passione e le molte energie spese, in poco più di dieci anni hanno trasformato il circolo tennis. Sotto la sua guida è stata realizzata una nuova struttura alle pendici del Colle dell’Infinito, con quattro campi, una Club House, con ristorante, palestra, segreteria, servizi, abitazione custode, sentiero ginnico e parco giochi. Parallelamente è stata messa in piedi una SAT con maestri federali che già negli anni duemila poteva contare su un centinaio di allievi, che molte soddisfazioni hanno dato al circolo.

Giannunzio amava seguire lavori, manutenzioni ed attività agonistiche di persona. Prima di rincasare ogni sera era solito passare al circolo per curare ogni cosa, anche il più piccolo dettaglio. Poi il sabato e la domenica scendeva in campo per interminabili sfide tennistiche, convinto sostenitore che lo sport per comprenderlo a pieno bisogna praticarlo. Negli anni duemila ha portato il grande tennis professionistico a Recanati facendo entrare a pieno titolo il Circolo Tennis Francesco Guzzini nel circuito ATP. Grazie a lui il nostro Challenger in poco tempo è diventato un punto di riferimento nel panorama tennistico internazionale come testimoniano autorevoli attestati di stima per l’organizzazione, sempre impeccabile.

Al direttivo attuale il compito di proseguire sul solco da lui tracciato.